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Portfolio     
 

 
“Gara col colore”
03/08/2011
“Applausi”
03/08/2011
“Specchio specchio”
03/08/2011
 
PROFILO D'ARTISTA

IIncontrando Massimo Barcariol si comprende subito come la fotografia sia una forma d’arte e non un mero strumento documentaristico o di reportage.

Ogni sua mostra è un nuovo e diverso “viaggio” che si compone di immagini tratte dal suo ricco repertorio sullo spazio, sia esso naturalistico o urbano, sull’uomo, soggetto antropologico o simbolico.

L’artista ogni volta ci guida attraverso “incontri” a riflettere su temi importanti e magari discordanti; la guerra, il gioco, la morte, la vita, la realtà e l’illusione, la spiritualità e la cultura.

Nella percezione emotiva che Barcariol ci offre del reale è spesso chiave della sua ricerca trovare quella dimensione che appartiene all’infanzia, alla sua disincantata positività sempre disposta ad accogliere contraddizioni e diversità come valore per comporre una visione più ampia e libera del mondo



Grazie a questo suo atteggiamento convivono infatti nei suoi lavori poesia ed ironia e la fotografia diviene mezzo espressivo non necessariamente vincolato all’oggettività ma si fa rappresentazione di un’idea, narrazione.



E’ nel suo stile non limitarsi a cogliere l’attimo bensì sperimentare anche una riqualificazione dell’immagine, talvolta intervenendo sulla scena come nell’allestimento di un “set”, altrove sapientemente accendendo di colore un elemento espressivo su una stampa in bianco-nero o ancora elaborando il soggetto con suggestioni di rilievo materico.

Ecco perché col suo sguardo l’artista supera il ritratto oggettivo della realtà e ce ne restituisce la magica trasformazione al “filtro” della sua appassionata correzione.

Roberta Fiorini - Critico D'Arte












 
 
LE LATITUDINI DELL'UOMO
SIMULTANEA - SPAZI D’ARTE
28 GENNAIO - 16 FEBBRAIO 2012

MASSIMO BARCARIOL
CANIO LOMUTO
CARLO MIDOLLINI

SIMULTANEA - SPAZI D’ARTE
Via San Zanobi 45 rosso, Firenze
Apertura: lun. - sab. Ore: 16.00 - 19.00
Per info: 331 3045329 - 340 8972273


 

La mostra Le latitudini dell’uomo, in programma dal 28 Gennaio al 16 Febbraio, esplora questi concetti indicando nella fotografia un mezzo privilegiato per raccontare l’essere umano, il suo vissuto personale e quel senso di appartenenza ai luoghi che influenza e in qualche modo determina il tracciato esistenziale e culturale di ciascuno di noi. Le latitudini dell’uomo sono da intendersi come le infinite sfaccettature che il concetto stesso di umanità sottintende, latitudini che emergono dal viaggio inteso sia come dimensione simbolicaapertura verso l’altroche vera e propria esplorazione di luoghi consueti – le strade delle nostre città – e di altri lontani e sconosciuti. La fotografia, infatti, si accompagna spesso all’esperienza del viaggio quale occasione per accostarsi a realtà vicine o differenti dalla propria, in cui però non è difficile riconoscersi se si hanno come punto di riferimento l’uomo e l’universalità dei suoi sentimenti che lo rendono unico e al contempo parte di un tutto. Latitudine è tra l’altro un termine che appartiene alla tecnica fotografica e che indica “l’ampiezza dell’intervallo entro cui può variare il tempo di esposizione dell’emulsione alla luce per ottenere un’immagine corretta, che non sia cioè né sovraesposta né sottoesposta”. Particolare che per assonanza si lega al titolo della mostra, trasformando un dettaglio tecnico in un concetto che assume una precisa valenza simbolica.

Le foto in mostra raccontano l’uomo, la sua realtà interiore ed emotiva, il suo ambiente abitativo  e si prestano ad una doppia chiave di lettura: l’enorme influenza che il contesto comunitario esercita sull’individuo, accentua le differenze tra i popoli e azzera, al contempo, la peculiarità propria di ogni soggetto a seguito della forza “coercitiva” dei fenomeni esterni e sociali; una visione alternativa ci permette, invece, di svelare l’esistenza di legami trasversali e inattesi tra persone diverse per latitudini e appartenenza culturale, perché tutte compartecipi della medesima natura umana che ci rende solidali di fronte al mondo e agli altri e unici rispetto a noi stessi.

Negli scatti di Canio Lomuto, realizzati con la fotocamera di un telefono cellulare, il concetto di latitudine diventa esplorazione di un vissuto intimo e personale, raccontato attraverso l’atmosfera sospesa dei luoghi in cui l’uomo è una presenza intuita o “sussurrata”.

Le fotografie di Massimo Barcariol (Firenze, 1959 ) nascono dalla curiosità che guida quest’artista in un emozionante viaggio tra le strade delle nostre città alla scoperta di storie impresse sui volti delle persone.

Carlo Midollini (Fiesole, 1955) è un esploratore di realtà culturali e sociali lontane dalla nostra raccontate con l’ausilio del mezzo fotografico che diventa un vero e proprio strumento narrativo.




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